giovedì 28 aprile 2011

"Voglio fare il fotografo"

Qualche consiglio per proporsi come aiutanti e non finire automaticamente cestinati
(pubblicato sul n. 1 di Sprizz Magazine, aprile 2011)

A través de su miradaRicevo quotidianamente o quasi richieste di aspiranti fotografi che si candidano come possibili aiutanti.
Il più delle volte, la richiesta suona come qualcosa del genere:
“Salve, sono Pinco Pallino, diplomato all’istituto XYZ, 
e mi piacerebbe molto lavorare nel campo della fotografia. Allego il mio CV”,
dove il curriculum è solitamente un elenco abbastanza casuale di competenze corredato dalla famigerata autorizzazione al trattamento dei dati personali (che in genere occupa mezza pagina).
Il più delle volte queste e-mail finiscono direttamente nel dimenticatoio (non è cattiveria, non c’è proprio il tempo materiale di rispondere a tutti); qualche volta, se sono particolarmente in vena, rispondo chiedendo di vedere un portfolio e di conoscere l’attrezzatura in dotazione, e in questo caso al 99,9% la risposta è:
Ho Nikon [o Canon] e sarò felice di fissare un appuntamento per farle visionare le mie foto”.
Ora, la premessa indispensabile è che, per qualche misteriosa ragione, da un po’ di tempo tutti vogliono diventare fotografi.
La ragione in effetti tanto misteriosa non è: a tutti piace fare foto, e chi più di me può capirlo.

La percezione errata che emerge al di fuori, è che questo sia un “mestiere facile”, con cui si possono guadagnare un sacco di soldi senza sforzo.

Partite dal principio che quello del fotografo è un mestiere duro e male retribuito, e che se volete davvero mettervi in gioco non vi basterà aver fatto qualche foto ogni tanto alle scampagnate con gli amici; al contrario, quello di cui avrete imprescindibilmente bisogno saranno una passione smisurata per la fotografia, la padronanza della tecnica e un’attrezzatura adeguata.
Quando anche avrete tutte queste cose, dovrete poi inventarvi quel certo “non so che”, necessario per riuscire (forse) ad emergere dalla massa di tutti “quelli che vogliono fare i fotografi”!
Questo “non so che” non posso suggerirvelo io: ognuno ha la sua “strada” fotografica (se ce l’ha), però di certo posso dare qualche consiglio per presentarsi al meglio a un’agenzia fotografica, evitando che la mail finisca dritta dritta nella cartella dello spam.
  1. Il portfolio
    Per prima cosa, è indispensabile avere un portfolio, e il portfolio andrebbe anticipato al fotografo, prima di chiedere di fissare qualunque appuntamento: un fotografo di solito non ha tempo da perdere incontrando tutti gli aspiranti apprendisti, quindi fate vedere per prima cosa che genere di immagini sapete scattare.
    È ovvio che se non avete mai fotografato a livello professionale, non ci si aspetta di vedere foto di lavori commissionati, ma almeno fatela vedere la vosta passione per la fotografia, quindi: fate vedere le foto!
    Un tempo, prima di contattare il fotografo, si anticipava per posta la cartellina con 15-30 foto stampate. Oggi c’è il digitale per cui non ci si aspetta che si spendano soldi per le stampe (soprattutto se state cominciando), ma almeno inviate dei file, o meglio ancora fatevi un portfolio online su Carbonmade o Flickr.
    Meglio poche ma buone, evitate le ripetizioni, ricordando che dal portfolio si capisce molto di quello che sapete o che volete imparare.
  2. Il genere fotografico
    Tutto il mondo vuole fotografare matrimoni, modelle, tramonti e gattini (non necessariamente in questo ordine): se tra i vostri preferiti c’è qualche genere fotografico differente, come lo still-life, la fotografia architettonica, o altro, puntate su questi. Non solo, ma non sarebbe una cattiva idea indirizzare la richiesta solo a quelle agenzie che trattano proprio il genere fotografico che più vi distingue e vi appassiona.
    Di conseguenza, anche le foto del portfolio, andranno incentrate il più possibile su uno specifico genere fotografico: in questo modo, se il fotografo cui vi state proponendo non ha bisogno di voi, magari potrà indirizzarvi presso un altro studio in cui sa che cercano un certo tipo di fotografia.
  3. Basic equipment (1)
  4. L’attrezzatura
    Non importa quanto sia modesta o amatoriale la vostra attrezzatura: deve essere sempre indicata. E con questo non intendo solo dire se Nikon o Canon, ma il dettaglio dei corpi macchina, delle lenti e dei flash. Questo per un fotografo è fondamentale, perché capisce se siete già attrezzati o se vi dovrà eventualmente mettere a disposizione la sua attrezzatura.
  5. La disponibilità
    Un’altra cosa che il fotografo deve sapere prima decidere se darvi una chance, è la vostra disponibilità: full-time, part-time o nei ritagli di tempo? Disposti a fare apprendistato? Potete cominciare da subito? Che reperibilità avete fuori orario lavorativo?
    Tradotto in pratica: uscireste di casa alle 2 di notte perché c’è da fotografare un incidente in tangenziale?
    (a titolo informativo, se aspirate a fotografare cronaca, la risposta a questa domanda dovrebbe essere “sì”!)
  6. Il Curriculum Vitae
    Per prima cosa, si presuppone che un aspirante fotografo abbia un minimo di senso estetico, quindi curate la scelta di font e impaginazione. Attenzione anche ai testi: lo spazio dopo la punteggiatura, i filetti del sottolineato che non si devono estendere oltre la fine (e l’inizio) della parola, il giustificato che non lasci “buchi” tra le parole, e un carattere che sia più leggibile e sobrio possibile. No, il Comic Sans non è una buona scelta!
    Non si manda in word, è poco professionale: convertitelo prima in PDF.
    In generale, per un aspirante fotografo il CV è poco importante: evitate l’aria fritta e andate al dunque. Studi, esperienze, competenze.
    Se avete un portfolio online, indicate l’indirizzo anche nel curriculum.
  7. La lettera di presentazione
    Serve a far capire che se avete scritto a una certa agenzia, è perché avete speso un po’ del vostro tempo per raccogliere informazioni su come lavorano e vi interessa proprio quello specifico settore fotografico. Anche questo è importante. Più specifica è la richiesta, meno agenzie saranno adatte alla vostra ricerca, ma avrete più probabilità di essere presi in considerazione. Viceversa, una lettera generica del tipo “vorrei fare il fotografo” finisce facilmente cestinata.
    Il peggio che ho visto? Un’e-mail spedita in copia a una decina di agenzie diverse. In chiaro. Ancora stiamo ridendo del povero malcapitato...
Se avete tutto chiaro, potete preparare quello che vi serve e cominciare a proporvi in giro.
Nella disgraziata (eh già) ipotesi che qualche fotografo vi scelga come aiutanti, preparatevi a una vita di fatica, frustrazioni, sudore e delusioni, perché diciamolo: quella del fotografo è una vitaccia!
Ma se avete davvero la stoffa che serve, potreste essere tra i pochi che emergono dalla massa di milioni di “wannabe”... in bocca al lupo!

3 commenti:

  1. Utilissimo questo post! Ce ne fossero altri di consigli come questo.. (da parte di altri fotografi, intendo)

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